martedì 9 novembre 2010

A Gonfie Vele

Le vele di Scampia sono abitazioni costruite nell'omonimo quartiere di Napoli tra il 1962 e il 1975; esse  prendono il nome dalla loro forma triangolare che ricorda appunto quella di una vela, larga alla base e che va restringendosi man mano che si va verso i piani superiori.
Nate a seguito della legge 167 del 1962, le sette vele di Scampia, progettate dall'architetto Franz Di Salvo facevano parte di un progetto abitativo di larghe vedute che prevedeva anche uno sviluppo della zona est, ovvero Ponticelli.
 
Mi pare innegambile che il Di Salvo si sia ispirato per questa creazione all e più note ed apprezzate Unitè d'Habitation di Le Courbusier, orientate verso un linguaggio "brutalista", che si fonda si grandi solidi e su superfici di cemento lasciate nel loro carattere grezzo.

Oggi le Vele, sono tristemente famose a causa del degrado e dei disagi sociali di Scampia, presentati al grande pubblico nel film Gomorra di Matteo Garrone e nell'omonimo libro di Roberto Saviano.
Forse proprio questo, finalmente s'è "scoperto" il potenziale artistico ed architettonico delle Vele, tanto da realizzare una mostra fotografoca presso la Galleria Lia Rumma di Napoli.

Tobias Zielony presenta in “Vele”, una mostra d’animazione fotografica della durata di nove minuti, correlata di una serie parallela di 16 immagini fotografiche. Il lavoro risale al 2009 e si compone di sequenze di immagini dissociate dal tempo reale, composte da 7000 immagini scattate di notte con una reflex digitale e montate a velocità innaturale e varia, l’animazione fotografica “Le Vele di Scampia” si propone di restituire in termini di linguaggio filmico il disagio di chi vive o frequenta questi luoghi.





La mostra è visitabile fino a Dicembre presso la Galleria Lia Rumma.

Invece, per sapere di più sulle vicessitudini storiche ed architettoniche delle Vele e di Scampia vi suggerisco questo interessante sito http://www.progettoscampia.net

lunedì 8 novembre 2010

Work Experience/ Campania al Lavoro!

Da giorni in Home Page del Sito della mia regione, ci sono speranzosi messaggi che hanno come target di riferimento i giovani "in attesa di prima occupazione" e tutti gli altri giovani in ricerca di lavoro.

regione_campania29/10/2010 -  Via libera dalla Regione a duemila borse di studio per altrettanti giovani disoccupati residenti in Campania di età compresa tra i 18 e i 32 anni.L'assessorato regionale ai Trasporti e alle Attività produttive ha avviato infatti convenzioni con 1.144 aziende, aventi sedi operative in Campania, ammesse al "programma integrato per favorire l'inserimento occupazionale in Campania" (work experience e aiuti alle assunzioni), finanziato con 12 milioni di euro di fondi europei di competenza regionale (Programma operativo Campania Fse-Fondo sociale europeo) 2007-2013. Grazie a queste convenzioni, sarà consentito a circa duemila giovani disoccupati campani tra 18 e 32 anni di svolgere presso queste imprese un tirocinio formativo (work experience) della durata di 12 mesi, con un impegno di 20 ore settimanali, retribuite mediante un'indennità pari a 400 euro mensili per chi possiede una licenzia media inferiore e per i diplomati, e a 500 euro mensili per i laureati. L'iniziativa prevede poi un contributo economico per quelle aziende che, al termine del periodo di work experience, sceglieranno di assumere con contratto a tempo indeterminato i borsisti ospitati.

Non voglio essere sempre lamentosa e cercherò di valutare a pieno la positività di questa politica sociale, che potrebbe potenzialmente "aiutare" qualche giovane. Ovviamente i compensi lavorativi previsti, credo siano puramente simbolici, perchè si sa che con 400 o 500 € al mese si fa ben poco oggi. E non si costruisce niente per domani.
Ma...sempre meglio di niente! Perchè è il niente che ci offrono come alternativa. Certo, potremmo sempre cercare lavoro all'estero o investire in master di 3°, 4° e 5° livello, per poi essere punto e a capo.
O trovare un marito ricco, dimenticavo.

Ancora, qualche tempo fa, ho letto di questa news in evidenza:

La Regione Campania approva il Piano “Campania al lavoro!”: 580 milioni di euro per 57 mila interventi
regione_campania11 Ottobre 2010
Un piano straordinario per l’occupazione che avrà tra i principali destinatari giovani, donne e disoccupati ed inoccupati di lungo periodo
Interventi per circa 600 milioni di euro e coinvolgimento di oltre 57 mila persone tra giovani, donne e disoccupati ed inoccupati di lungo periodo (compresi i lavoratori espulsi dal sistema produttivo). E’ quanto prevede “Campania al lavoro!”, il Piano straordinario per l’occupazione approvato dalla Giunta regionale della Campania, redatto dall'Assessorato al Lavoro e alla Formazione professionale con il coordinamento della Presidenza e il supporto tecnico di Arlas, Agenzia regionale per il Lavoro e l'Istruzione, e di Italia Lavoro.

Duemila borse di studio da una parte, 57mila persone dall'altra...ma allora la speranza c'è!
Ciò che non riesco proprio a capire è come questi provvedimenti saranno recepiti dalla popolazione.
Sul sito http://www.economiacampania.net/ c'è scritto di tutto, è scaricabile un decreto di 97 pagine piene di commi per disciplinare il ruolo delle imprese. I piani sono infatti intesi quali Bandi ed Incentivi alle Imprese, le piccole e medie aziende avranno partecipato ad un concorso per risultare convenzionate con le work experiences.
Ma dov è quest'albo? 
Un cittadino in cerca di lavoro, a chi si deve rivolgere per partecipare ad un concorso o ad una selezione indetta dalle aziende beneficiarie?
Perchè non disciplinare il reclutamento con una procedura pubblica, una selezione come quella del servizio civile, ad esempio?
...Sarebbe stato più facile per noi, illustri disoccupati laureati, cercare qualcosa da fare, in modo trasparente e con un minimo di garanzia. Ho inviato una mail all'ufficio Regionale, a cui sottopongo le stesse domande. Semmai riceverò risposte, vi farò sapere!!! 

Intanto sul sito del Comune di Napoli, c'è un avviso per dei tirocini che si rivolge ai neolaureati. Clicca qui per maggiori info

In bocca al lupo a tutti noi!

sabato 6 novembre 2010

Pompei: sopravvissuta al Vesuvio, cade sotto l'incuria degli uomini.

Pompei (Na). Ė sopravvissuta all'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. e alla pressione della terra che l'aveva sommersa per quasi 2000 anni, ma da stamattina cosiddetta Scuola dei gladiatori non esiste più, letteralmente sbriciolatasi all'improvviso nella prima mattinata.







Con il suo cumulo di macerie, la Schola offre da oggi, il triste spettacolo dell'incuria e dell'indifferenza delle istituzioni italiane nei confronti del patrimonio culturale, perfino nei suoi pezzi più pregiati e famosi come gli Scavi archeologici di Pompei, Patrimonio dell'umanità dell'UNESCO.



Ora, tante le lacrime da coccodrillo versate, ma nessun restauro ci potrà restituire l'originale.







Ecco dei contributi giornalistici per inquadrare l'argomento.
La Repubblica

Crolla l'armeria dei Gladiatori
Così si sbriciolano gli scavi

Il cedimento nell'area archeologica di via dell'Abbondanza. Se ne sono accorti i custodi. Transennata l'area: i turisti dirottati su altri percorsi. Da accertare le cause e l'entità dei danni

dall'inviato STELLA CERVASIO
Il Fatto Quotidiano

Pompei: crolla la domus dei gladiatori

La Domus Gladiatoria, una delle rovine più importanti degli scavi di Pompei, si è sbriciolata. Il crollo, secondo primi accertamenti, è avvenuto all’alba, poco prima delle 6. Sono stati i custodi appena arrivati al lavoro verso le ore 7.30 ad accorgersene.

Tra le cause del crollo della “Schola Armaturarum Juventutis Pompeianae” (così chiamata perché ospitava gli allenamenti dei gladiatori e conservava le loro armature), si considerano le infiltrazioni d’acqua dovute alle piogge di questi giorni, la posizione della Domus accanto a un terrapieno, o ancora il rifacimento in materiali troppo pesanti del tetto, che fu distrutto dai bombardamenti della seconda guerra mondiali.

Quest’ipotesi è stata confermata anche dall’ex sovraintendente Giuseppe Proietti, in pensione solo da qualche settimana. Proprio la pesantezza del tetto, unita alla cedevolezza del terreno avrebbe fatto crollare, spiega l’archeologo, tutte le pareti della Domus, alcune delle quali erano anche decorate, sebbene solo con motivi ornamentali, fregi e armature che richiamavano la funzione dell’edificio.
La Schola, precisa Proietti, non era aperta al pubblico ma non c’erano stati al suo riguardo particolari motivi di allarme. Non era insomma segnalata come una situazione a rischio. L’edificio, che si trova sulla celeberrima via dell’Abbondanza, è però molto vicino anche a settori della città non ancora scavati. Anche questo avrebbe reso più a rischio, con le piogge, il terreno.

Da anni gli esperti lanciano l’allarme sullo stato di conservazione delle rovine. Anche il sindaco di Pompei, Claudio D’Alessio, ha detto che la domus era da anni “in attesa di essere ristrutturata”. Il cedimento dell’edificio è un crollo annunciato: “succede quando non c’è la dovuta attenzione e cura” per un patrimonio secolare che andrebbe “preservato da ogni tipo di sollecitazione, anche atmosferica. C’è il dispiacere tipico di una comunità – ha sottolineato all’agenzia di stampa Adnkronos D’Alessio – di un territorio su cui vi è il museo all’aperto più grande del mondo e che purtroppo viene trascurato”. “In passato -ha rilevato – sono stati persi molti fondi, che non venivano utilizzati, e non sono state avviate le procedure per il restauro”. Il sito archeologico, ha spiegato il primo cittadino, oltre ad avere un’importanza “culturale” dà anche “ricchezza a questo territorio” con il turismo. “Scontiamo la mancanza di un coinvolgimento in questo tipo di iniziative – ha concluso – ci limitiamo a fare appelli sensibili e solerti nel sollecitare l’attenzione che il sito necessita”.

L'Unità

Pompei, scavi in pezzi Crolla la Domus dei Gladiatori

È completamente crollata la Schola Armatorum a Pompei. L'edificio era una sorta di palestra dove i gladiatori si allenavano e nella quale deponevano le armi all'interno di alcuni incassi ricavati nei muri.

Secondo quanto si apprende dalla Sovrintendenza, vi erano anche dipinti nella parte sottostante il perimetro della sala. L'edificio, che si apre su via dell'Abbondanza, la strada principale della città sepolta dall'eruzione del Vesuvio del 79 d. C., era visitabile solamente dall'esterno ed era protetto da un alto cancello in legno.

Il crollo è stato scoperto questa mattina dai custodi che hanno effettuato un giro di perlustrazioni prima di aprire gli Scavi. Il cedimento sarebbe avvenuto tra le 5.30 e le 6 di oggi. Attualmente la zona è transennata e i turisti stanno seguendo un percorso alternativo.

SBRICIOLATA
Saranno tecnici e studiosi a stabilire le cause del crollo della domus Schola Armaturarum Juventis Pompeiani, negli Scavi di Pompei. Nel frattempo vengono avanzate alcune ipotesi, tra le quali il materiale utilizzato per il restauro e le infiltrazioni d'acqua in seguito alle piogge dei giorni scorsi. La Schola Armaturarum Juventis Pompeiani nel corso della seconda guerra mondiale era stata danneggiata dai bombardamenti che ne avevano fatto crollare il tetto, successivamente rifatto, sulle mura antiche in un materiale che potrebbe essere stato troppo pesante e che avrebbe, quindi, nel tempo potuto provocare un cedimento. Il crollo, però, potrebbe anche essere dovuto a delle infiltrazioni d'acqua in seguito alle piogge dei giorni scorsi, essendo l'edificio crollato accanto ad un terrapieno.

LA SOVRINTENDENZA
Le cause del crollo possono essere attribuite o alle piogge che hanno creato delle infiltrazioni all'interno di un terrapieno esistente al lato della Schola, oppure al peso del tetto della palestra stessa. La casa, infatti, fu bombardata durante la Seconda guerra mondiale e la copertura è stata rifatta tra gli anni '40 e gli anni '50. È probabile - fanno sapere dalla Sovrintendenza - che le mura antiche, dopo anni, non abbiano più retto al peso del tetto.

PD: DISASTRO ANNUNCIATO

«Affidare le eccellenze del nostro patrimonio a una gestione dilettantesca, rozza e irresponsabile produce disastri». Lo afferma Matteo Orfini, della segreteria del Pd responsabile Cultura e Informazione. Le risorse spese dal commissario - prosegue Orfini - sono state prevalentemente dedicate a dubbie opere di dubbia valorizzazione, che hanno spesso umiliato il sito e che hanno soprattutto distratto risorse dalla vera emergenza, che è quella della tutela di un'area delicatissima e unica al mondo. Dopo i crolli alla Domus Aurea, al Colosseo, a Pompei, speriamo di non dover assistere ad altri straordinari successi delle gestioni commissariali. Bondi rinunci a utilizzare strumenti scarsamente trasparenti e torni ad affidarsi a chi ha le competenze per agire sul nostro patrimonio. A Pompei della Protezione civile c'era senz'altro un gran bisogno, ma nel 79 d.c., quando fu seppellita dall'eruzione».
 
SDGNO SDEGNO SDGNO _ TRISTEZZA TRISTEZZA TRISTEZZA

venerdì 5 novembre 2010

Ultima tendenza moda e gadget: il Bunga Bunga!


Finalmente anche io pubblico un post che si occupa di moda e tendenza, come i blog delle ragazze impongono!

La moda più in voga del momento è ovviamente quella del Bunga Bunga, "rito" a cui siamo giunti a conoscenza grazie alle dichiarazioni di una presunta nipote di محمد حسنى سيد إبراهيم مبارك, amica dell'egregio Presidente Mister B.
La ragazza, dopo un unfanzia fatta di stenti, è riuscita ad intraprendere una vita dignitosa grazie al sussidio caritatevole del premier, il quale, mosso da un indubbia umanità e da buon cuore, ha provveduto alla sua educazione e a farle prendere atto di un'emancipazione degna di qualsiasi cristiana. La giovane, infatti, originaria del Marocco, ha bruciato la sua giovinezza per colpa di un padre padrone mussulmano che voleva darla in sposa ad un uomo che lei non ha mai incontrato. Mossa da questa ingiustizia, la giovane - che chiameremo Ruby - è scappata di casa ancora minorenne con due sogni del cassetto: convertirsi al cristianesimo e diventare carabiniere. I valori dimostrati dalla ragazza, non potevano passare inosservati al nostro presidente, che s'è prodigato per incontrarla ed invitarla a cena presso la Villa di Arcore. Probabilmente per complimentarsi di persona.

Lì poi il rito del Bunga Bunga, insieme ad altri illustri esponenti della società italiana. Ovviamente, riadattato dall'estrosità e dalla fantasia di B. poichè, tale rito di origini africane, pare identificarsi con una pratica sodomasochista, estremamente crudele e dolorosa, tanto da essere oggetto delle barzellette dedicate agli avversari politici del Premier:

“Vi sono due ministri del governo Prodi che vanno in Africa, su un’isola deserta, e vengono catturati da una tribù di indigeni. Il capo tribù interpella il primo ostaggio e gli propone: ‘Vuoi morire o bunga-bunga?’. Il ministro sceglie: ‘Bunga-bunga’. E viene violentato. Il secondo prigioniero, anche lui messo dinanzi alla scelta, non indugia e risponde: ‘Voglio morire!’. Ma il capo tribù: ‘Prima bunga-bunga e poi morire”.
(Cit. Noemi Letizia?)

Per tornare al proposito iniziale e parlare di moda e tendenza, ecco a voi delle splendide tazze personalizzabili:

O se preferite, ecco le più classiche t-shirt, disponibili in vari colori e misure:
La scritta riportata su questa fortunata serie di oggetti, acquistabili on line a questo link: Urban Dictionary recita in inglese (per sottolinearne l'internazionalità del successo e del clamore):

Bunga Bunga: Erotic ritual which involves a powerful leader and several nacked women.
After dinner we all had some bunga-bunga

Spero che le mie informazioni possano esservi state utili, perchè, come ieri sera ha detto e disegnato un tale Vauro ...siamo un popolo di bunga bunga!


mercoledì 3 novembre 2010

Hermes Mangialardo: Urban Jungle

Salve a tutti e benvenuti ad Urban Jungle, la prima serie antropologico metropolitana sulla fauna urbana!
Questo è l'icipit con il quale inizia ogni episodio di questa curiosa trovata, creata da Hermes Mangialardo,
artista specializzato nell'animazione grafica, dopo essersi formato e cresciuto a pane, Tex Willer e Mazinga Zeta. La sua biografia ha all'attivo una serie di cortometraggi e videoclip, ma io ho avuto modo di notarlo, grazie alla realizzazione di questa curiosa serie animata, nata per Mtv Italia nel 2008.
Urban Jungle,nasce da una ricerca del British Council sulle tribù metropolitane, indagando con piglio scientifico le nuove specie metropolitane, differenziate sulla base musicale e non solo.

Il video (finalmente s'è caricato!!!) che vi propongo di seguire è quello che descrive le personalità INDIE.
L'Indie Rock è un genere dell'alternative rock che domina principalmente nella scena musicale underground indipendente. Le sue origini risalgono alla fine degli anni '80 nel Regno Unito e negli USA. Il termine deriva dall'abbreviazione "Indipendent rock" perchè molti dei suoi artisti hanno creato etichette indipendenti, estranee alle grandi major discografiche.
ENJOY!



Lo scopo di questi divertenti ed ironici video animati è descrivere con un pizzico di autocritica ciascuna delle principali tipologie di personaggi che popolano le nostre città. A ciascuna tribù corrisponde un profilo, uno stile di vita di riferimento, che si riflette in tutto ciò che acquistano, in come parlano, nel modo che hanno di interagire con il resto della società.
Vi cosiglio vivamente di farvi un'idea anche dei Metallari, degli Emo, dei Dark e di quant'altro possa suscitare la vostra curiosità e sempre più spesso, anche un pizzico di incredulità!


Ecco il link al prezioso archivio: http://www.youtube.com/arkivio

martedì 2 novembre 2010

Bill Viola per Capodimonte

Ecco il mio articolo d'approfondimento sulla mostra a Capodimonte di Bill Viola pubblicato ieri su Paneacqua.eu

Emiliana Mellone,   02 novembre 2010, 12:07

Arte:  Inaugurata il 30 ottobre presso il Museo di Capodimonte di Napoli, la personale di Bill Viola, maestro della video arte. La mostra rientra nell'ambito del progetto "Incontri con Caravaggio" e durerà fino al 23 gennaio 2011
Bill Viola è uno dei padri della Video Arte. La sua attività artistica inizia da giovanissimo, all'indomani dall'invenzione del primo videoregistratore nel 1967. Le potenzialità innescate da questo nuovo strumento, danno avvio ad una ricerca artistica innovativa, che fonda il suo assunto sulla concezione di "sensibilità digitale". L'immediatezza, la forza comunicativa con cui si articolano le immagini in movimento o le più complesse sequenze audiovisive, seguono un sistema di coordinate spazio temporali che catturano completamente l'attenzione del fruitore. L'artista americano comprende prontamente la potenza percettiva del video e lo elegge suo medium artistico favorito.

"Bill Viola per Capodimonte" è un progetto artistico di notevole qualità che s'inserisce nel programma "Incontri con Caravaggio", ideato per la celebrazione dei quattrocento anni dalla morte di Michelangelo Merisi. Già durante l'estate, gli itinerari caravaggeschi hanno riscosso un buon successo di pubblico e critica, tanto da prolungare il progetto in autunno, avvalendosi degli incontri con personalità artistiche contemporanee internazionali, invitate a confrontarsi in maniera del tutto personale, con il grande maestro lombardo. Il parallelismo tra Caravaggio e Bill Viola segue una sottile linea rossa, che rimanda a sensazioni ben precise. I lavori dell'artista americano sono teatralizzanti come i dipinti di Caravaggio, trasudano pathos ed intensità emozionali, tra spasmi fisici e contrazioni corporali dei personaggi che vi sono raffigurati. Ancora, le ombre nette e decise, il gioco delle luci, la predominanza di sfondi scuri e tetri, accomunano stilisticamente i due maestri apparentemente lontani secoli.
L'installazione di Bill Viola a Capodimonte, è presentata negli spazi della Sala Causa, la cui conformazione, ben si presta ad ospitare tale articolazione di lavori. Essa si compone di sei video fortemente lirici, mai presentati a Napoli prima. Il visitatore è accolto dal primo, geniale, video The Quintet of the Astonished (2000), che fa parte di una serie di lavori in cui in cui sono esplorate le emozioni umane universali, usando l'espediente tecnico della retroproiezione che frammenta i movimenti e le espressioni, ipnotizzando il fruitore. A seguire, l'opera Transfiguration (2008), rimanda ad un concetto tipicamente cristiano, riletto in chiave umana: un cambiamento di forma, un passaggio realizzato attraverso la catarsi dell'acqua e della luce, un'esperienza per il corpo e per l'anima. Proseguendo nel percorso, Union (2000) è la rappresentazione di un dittico moderno che riflette sul desiderio di completezza. Esso ci presenta un climax di sensazioni che portano al culmine fino all'improvvisa interruzione di un'ondata fisicamente violenta, che porta i protagonisti del video a trascendere dai loro corpi, per condividere sforzo fisico e forza di volontà.
Lo spazio principale della sala Causa presenta The Raft (2004), una videoproiezione su grande schermo su parete. In quest'installazione video/sonora, un gruppo di diciannove uomini e donne, all'apparenza chiaramente appartenenti a differenti etnie e ambienti economici, viene inaspettatamente colpito da una massiccia scarica d'acqua che ne mette in difficoltà la stabilità, riproponendo l'antico (ma sempre attuale) dualismo uomo - natura. Improvvisamente com'era arrivata, l'acqua si ferma, lasciando gli individui attoniti e increduli, alcuni sollevati, altri agonizzanti.
Bill Viola, The Raft (2004)
Il video è registrato su una pellicola ad alta velocità e si svolge a rallentatore, per mettere in risalto ed evidenziare le sottili sfumature di luce e colore nell'impatto esplosivo dell'acqua, nonché le espressioni e i gesti individuali dei personaggi. Infine, nell'ultima parte del percorso troviamo due opere nella stessa sala. La prima, Observance (2002) è un video a colori in HD, in cui i protagonisti sfilano lentamente verso il fruitore. Il loro sguardo è fisso, solenne, ma coperto da un'aurea di tristezza e malinconia, tutti i personaggi hanno come obiettivo il raggiungimento dell'inizio della fila per poter comunicare verso l'esterno attraverso gli sguardi, nell'era dell'incomunicabilità personale e dell'eccesso dei mezzi di comunicazione. Ultima opera dell'installazione è Three women (2008), anch'essa estratta dalla serie di "Transfigurazioni". Il processo di metamorfosi visto in precedenza, assume una valenza collettiva e temporale. Protagoniste sono 3 donne di tre età diverse, che attraverso il simbolico passaggio nell'acqua, trasformano profondamente la loro essenza, irradiando queste sensazioni verso l'esterno, verso la percezione del pubblico.
Sei video fortemente incisivi, che puntano a stabilire un rapporto empatico con lo spettatore, in un dialogo a distanza, nel tempo e nelle tecniche, con la sensibilità caravaggesca.

Il progetto è stato promosso dalla Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico, Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Napoli e la realizzazione si è resa possibile per il diretto coinvolgimento della Regione Campania - Assessorato al Turismo e ai Beni Culturali grazie al co-finanziamento dell'Unione Europea POR- FESR Campania 2007-2013; con la collaborazione del Ministero per i Beni e le Attività culturali- Direzione Generale per il paesaggio, le belle arti, l'architettura e l'arte contemporanee; con il supporto di Seda Group, Italcoat Group e Metropolitana di Napoli.

Considerazioni da blogger:
Mostra veramente notevole, molto bella.
Grave pecca: i servizi d'accoglienza e di informazione. Ho "osato" chiedere il nome di un'opera ad un'addetta all'accoglienza, che mi ha risposto: " Non lo chiedere a me, io devo solo far entrare ed uscire la gente" (cit.)
-.-'
Eppure le opere sono solo sei... Caro Responsabile delle Risorse Umane del Museo di Capodimonte, SELEZIONA il tuo personale!!!

lunedì 1 novembre 2010

Scenografie fruttose: Willy Rojas

Willy Rojas è un fotografo pubblicista freelance, ufficialmente.
Mi sono imbattuta nelle sue fotografie durante il mio ultimo viaggio a Barcellona e, vi assicuro, il suo scatto non si dimentica facilmente. I lavori fotografici che ho ammirato, sono tutt'altro che da reportage, però.
Erano esposti alla galleria d'arte contemporanea Villa del Arte e si sono fatti nettamente notare per la loro simpatia, i colori accesi, i paradossi che scatenano.

Il giovane artista, nato a Bogodà, ma basato a Barcellona, attraverso le sue opere ci invita in un piccolo mondo fantasioso, in cui cibo, frutta e vegetali, non sono semplice elemento decorativo, ma le principali scenografie in cui si svolgono le vicessitudini dei suoi protagonisti: piccoli pupazzetti umani in miniatura!
Forse un paradossale punto di vista sull'umanità o una metafora sui deliri di onnipotenza. O forse semplicemente comicità e spirito d'humor!
A me ha colpito, e senza cercare troppi significati latenti, ve lo propongo!

















Qual è la vostra preferita???
...La mia??? Indovinate!